Condizione di vissuto sessuale nel quale il soggetto predilige rapporti sessuali con persone di sesso diverso dal proprio. In tal senso l’eterosessualità corrisponde al risultato dei messaggi ricevuti durante la prima infanzia dal bambino/a e che corrispondono, in gran parte dei casi, all’immagine sessuale prediletta da uno dei genitori o da chi “in loco parentis”.
La predilezione, in questo caso, per una persona di sesso diverso dal proprio funzionerà così come un vero e proprio “imprinting”, che andrà a costituire il “lietmotif” di tutto il vissuto sessuale della persona. Questa “scelta”, condizionata più o meno pesantemente, dagli elementi sociali, culturali e religiosi insieme, andranno poi a costituire l’impalcatura delle fantasie sessuali al quale il soggetto farà riferimento per esaudire il suo bisogno di strutturazione del tempo, di riconoscimento, di carezze psicofisiche, finalizzate al bisogno d’amore a di riproduzione della specie.
Durante il corso dell’esistenza dalla nascita alla morte, l’individuo resterà sempre e comunque sensibile ai richiami di entrambe le indentità, con la possibilità di agire quella che in quel momento sia in grado di soddisfarne i bisogni.
Da ciò si evince che, esiste una netta diversità tra sessualità psicologica, determinata da una somma di concause non sempre dipendenti dal soggetto, e sessualità agita determinata da eventi occasionali e parziali. In nuce, ogni essere umano potrebbe agire entrambe gli aspetti della sessualità anche quella non eterodiretta ovvero omosessuale, salvo che le condizioni sociali, culturali e psicologiche glielo consentano.
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